25 aprile 2008: una festa per tutti
Il 25 aprile 1945 segna il risveglio della coscienza civile come momento di riscatto morale di una importante parte della popolazione dopo un ventennio di dittatura fascista e occupazione nazista. Alla liberazione dell’ Italia dalla dittatura si poté arrivare grazie al sacrificio di tanti ragazzi e ragazze, uomini e donne che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo schieramento politico, dai comunisti ai militari monarchici, passando per i gruppi cattolici, socialisti ed azionisti, si chiamavano con un solo nome: partigiani. Combatterono al fianco di tanti soldati alleati.
Da 63 anni siamo liberi, l’Italia ha potuto riprendersi la democrazia, ha costruito una Repubblica fondata sul Lavoro. Un’Italia democratica che, nonostante tutte le difficoltà, non può che essere considerata un grande successo. Il 25 aprile però è una festa importante anche per l’Alto Adige, che ha subito le due dittature. Anche qui ci sono state persone, di tutti i gruppi linguistici, che non hanno accettato le violenze del regime, si sono opposte e hanno rischiato la loro vita per gli ideali di democrazia, giustizia e libertà.
A loro dobbiamo essere grati, così come agli alleati: ci hanno donato libertà e democrazia, la base per costruire poi in Alto Adige l’autonomia e la pacifica convivenza tra persone e gruppi linguistici diversi. I loro ideali sono vivi, oggi, anche nel Partito Democratico, erede di molte esperienze nate proprio da quella resistenza.
E’ importante non dimenticarlo, così come è importante non dimenticare le vittime e le brutalità delle dittature del fascismo e del nazismo. Abbiamo il dovere di donare i valori e gli ideali della libertà, dell’uguaglianza, della giustizia, della democrazia, dell’autonomia e della convivenza alle nuove generazioni.
E’ questo il motivo per cui festeggiamo il 25 aprile.
Christian Tommasini
25. April - Ein Feiertag für alle
Der 25. April 1945 steht für das Erwachen des Gewissens und der Moral eines wichtigen Teils der Gesellschaft nach 20 Jahren faschistischer Diktatur und nationalsozialistischer Besatzung. Die Befreiung Italiens von der Diktatur glückte dank des selbstlosen Einsatzes vieler junger Menschen, Frauen und Männer, die, trotz ihrer Zugehörigkeit zu verschiedenen politischen Strömungen, von Kommunisten und Monarchisten, über die christlich-katholischen Gruppen, Sozialisten und Aktionisten, vor allem eines waren: Partisanen. Sie kämpften an der Seite vieler alliierter Soldaten.
Seit 63 Jahren sind wir frei, Italien nahm sich die Demokratie zurück und wurde eine auf der Arbeit begründete Republik. Ein Italien, welches trotz aller Schwierigkeiten eine erfolgreiche Demokratie wurde. Der 25. April ist aber auch ein wichtiger Tag für uns in Südtirol, Opfer beider Diktaturen. Auch hier gab es Menschen, und zwar in allen Sprach- und Bevölkerungsgruppen, welche die Gewalt des Regimes nicht akzeptierten, nicht wegschauten und sich dagegen wehrten. Sie riskierten ihr Leben für die Ideale der Demokratie, Gerechtigkeit und Freiheit.
Ihnen müssen wir dankbar sein, so wie auch den Alliierten: Sie gaben uns Freiheit und Demokratie, die Grundlage, auf der später auch die Südtirol-Autonomie und das friedliche Zusammenleben aufgebaut werden konnten. Ihre Ideale sind heute auch in der Demokratischen Partei lebendig, welche viele der politischen Erfahrungen des einstigen Widerstandes vereint.
Es ist wichtig, das nicht zu vergessen, genauso wie es wichtig ist, die Opfer der brutalen Diktaturen nicht zu vergessen. Wir haben die Pflicht, die Werte und Ideale der Freiheit, der Gleichheit, der Gerechtigkeit, der Demokratie, der Autonomie und des Zusammenlebens an die neuen Generationen weiterzugeben.
Und genau darum feiern wir den 25. April.
Christian Tommasini



